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Neurochirurgia2000, settembre 2001, utenti n. 10
Gli aneurismi cerebrali
di
Giuseppe Ambrosio
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Non è facile trattare per un pubblico di non
addetti ai lavori un argomento complesso come quello degli aneurismi
cerebrali. Per chiarimenti si invitano gli
utenti a scrivere alla rivista (info@neurochirurgia2000.com).
Gli aneurismi sono delle dilatazioni della parete di un arteria cerebrale.
Tali dilatazioni possono avere uno sviluppo sacculare o fusiforme. Gli aneurismi
sacculari, più comuni, presentano una forma a palloncino e sono
collegati all'arteria da cui hanno origine da un colletto che può
essere più o meno largo. Gli aneurismi fusiformi si presentano come dilatazioni
segmentarie dell'arteria da cui hanno origine.
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Le
arterie del cervello rispetto a quelle degli altri distretti presentano una
parete muscolare più sottile ed inoltre decorrono prevalentemente in spazi
chiamati "cisterne subaracnoidee" che sono piene di un liquido
costituito prevalentemente da H2O e che quindi determina un modesto contenimento
delle stesse. Tali fattori associati ad uno o più dei seguenti elementi
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- alterazioni congenite
- sclerosi delle arterie
- fattori infettivi
- fattori traumatici
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determinano lo sviluppo di un aneurisma cerebrale.
La diagnosi di aneurisma cerebrale può essere conseguente ad un'emorragia
cerebrale o può essere effettuata ad aneurisma non rotto.Nel caso di aneurismi "non rotti" si arriva alla diagnosi o per la
comparsa di segni neurologici legati alla compressione del aneurisma su
strutture del sistema nervoso o occasionalmente per l'esecuzione di esami
radiologici di controllo. Il rischio di sanguinamento degli aneurismi non rotti
dipende dalle dimensioni degli stessi ed è di circa i 2% anno per gli aneurismi
più piccoli mentre si riduce negli aneurismi giganti.
Nella popolazione degli Stati Uniti d'America è stato calcolato che
annualmente si verificano 10-28 casi di emorragia da aneurisma ogni 100.000
persone. Di questi il 10% muore prima di raggiungere un ospedale, l'8% muore per
le complicanze precoci del sanguinamento ed il 7% per le complicanze tardive. Il
rischio di un risanguinamento e del 15-20% nelle 2 settimane successive alla
prima emorragia.
L'emorragia conseguente alla rottura di un aneurisma è in genere a
sviluppo negli spazi subaranoidei (spazi nei quali sono contenuti le arterie
cerebrali) e può presentare 3 complicanze caratteristiche:
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- ematoma intracerebrale (20-40% dei casi)
- emorragia intraventricolare (13-28% dei casi)
- ematoma subdurale (2-5% dei casi)
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Queste complicanze associate ad un problema tardivo che può svilupparsi nel
paziente interessato, il vasospasmo (cioè la contrazione dei vasi cerebrali
determinata dall'organismo umano per prevenire un nuovo sanguinamento e che
molto spesso determina gravissime ischemie cerebrali), vanno trattate in centri
in cui esistano reparti di neurochirurgia e di terapia intensiva specializzati.
Diagnosi
La diagnosi di aneurisma cerebrale viene effettuata attraverso l'angiografia
cerebrale. Negli ultimi anni si sono sviluppate con discreto successo l'angio-TC
cerebrale e l'angio-RMN che permettono, in casi selezionati, di arrivare alla
diagnosi id aneurisma con sufficiente sicurezza.
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Arteriografia cerebrale pre e post operatoria:
aneurisma della biforcazione della carotide.
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Angio TC cerebrale: aneurisma dell'arteria cerebrale
media.
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Principali metodiche di trattamento degli aneurismi cerebrali
Per molti anni l'unico trattamento possibile per gli aneurismi
cerebrali è stato quello chirurgico. Da circa 10 anni si è sviluppata una
metodica alternativa per il trattamento di tali lesioni per via endovascolare
(attraverso il sistema arterioso con dei cateteri). Naturalmente l'evoluzione
tecnologica degli ultimi anni ha condizionato notevolmente le indicazioni per il
trattamento degli aneurismi che sono in stato di "mutazione
continua". Questa continua evoluzione tecnica e tecnologica ha determinato
lo sviluppo di centri altamente specializzati nel trattamento degli aneurismi
cerebrali sia dal punto di vista chirurgico che endovascolare.
Trattamento chirurgico
La chirurgia degli aneurismi consiste nella esclusione dal circolo degli stessi
mediante l'applicazione alla loro base di una "clip", cioè una
piccola pinzetta elastica viene posta all'origine dell'aneurisma in modo da non
permettere al sangue di raggiungere la sacca.
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Clip per aneurisma.
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In tal modo si determina una
permanente esclusione dell'aneurisma dal circolo arterioso. L'intervento viene
eseguito con tecnica microchirurgica (microscopio
operatorio) avendo cura di rispettare le strutture nervose principali e
limitando l'esplorazione chirurgica agli spazi subaracnoidei, cioè quegli spazi
dove sono contenuti le principali arterie del cervello.
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Sequenza d'immagini d'intervento di microchirurgia di esclusione di aneurisma
della biforcazione della carotide con clip.
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Trattamento endovascolare
Il trattamento endovascolare consiste nella occlusione dell'aneurisma cerebrale
attraverso il sistema arterioso. In pratica si introduce un catetere nel sistema
arterioso (in genere si punge l'arteria femorale)e, "navigando" nelle
arterie del corpo umano, si raggiunge la sede
dell'aneurisma e si applica nello stesso una "spirale" di platino di
dimensioni variabili.
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Impianto di coil all'interno dell'aneurisma.
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Una volta applicata la spirale viene determinata scarica
elettrica che sviluppa una elettrotrombosi (cioè un coagulo va occupare tutta
la sacca dell'aneurisma determinandone la sua esclusione dal circolo) ed il
rilascio della spirale all'interno dell'aneurisma.
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Arteriografia pre e post trattamento con coil.
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Entrambe le metodiche presentano rischi legati alla sede dell'aneurisma, alle
dimensioni ed alle caratteristiche anatomiche dello stesso. La scelta della
metodica da applicare va fatta caso per caso in centri specializzati dove siano
presenti strutture per l'esecuzione di entrambi i trattamenti. Sono possibili
trattamenti associati in casi complessi.
Il panorama delle metodiche di trattamento degli aneurismi cerebrali ha
presentato negli ultimi anni enormi variazioni. Pertanto è consigliabile agli
utenti di rivolgersi sempre a centri in cui siano presenti tutte le modalità
terapeutiche di tali lesioni e dove vi sia un aggiornamento scientifico e
tecnologico continuo.
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Per
ulteriori informazioni dott. Giuseppe Ambrosio
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