Home Page - Chi siamo - Rivista per utenti - Consulenza on-line - Dove curarsi - GuestBook - Links
collegamento alla Home Page di Neurochirurgia2000

Neurochirurgia2000, luglio 2000, utenti n.3

Fratture cranio facciali

di Giuseppe Ambrosio

Le fratture dell’osso frontale che interessano la faccia e le cavità paranasali sono molto frequenti. Esse in genere sono conseguenza in incidenti della strada, prevalentemente motociclistici, ed interessano maggiormente il sesso maschile.
Oltre i danni diretti che tali traumi possono determinare al parenchima cerebrale questo tipo di fratture causano spesso un danno estetico permanente. Le indicazioni all’intervento chirurgico sono quindi molteplici è vanno dal trattamento delle complicanze neurochirurgiche dirette (ematomi intracerebrale e sottodurale, fistola liquorale ecc.) alla ricostruzione cranio facciale volta a prevenire le complicanze tardive 

  • mucocele

  • meningite

  • osteomielite

e a riparare il danno estetico in modo permanente.

Spesso queste fratture coinvolgono il seno frontale (cavità ossea posta a livello della giunzione tra naso, orbite ed osso frontale rivestita di tessuto mucoso) che per la sua posizione e per la sua conformazione rappresenta un “punto di debolezza” nei traumi del cranio.

Frequentemente interessano solo la parete anteriore del seno frontale (cioè quella non a contatto diretto con le strutture nervose) determinando un danno estetico. Possono venire  coinvolte in queste fratture anche l’osso nasale e le ossa che circondano l’orbita. Per tale motivo è sempre da prendere in considerazione un intervento chirurgico che coinvolga lo specialista Neurochirurgo e lo specialista chirurgo Maxillo Facciale.

Esistono diversi tipi d’intervento per il trattamento di queste lesioni ed anche quando lo sfacelo dell’osso ha dimensioni considerevoli possono essere evitate cicatrici deturpanti attraverso incisioni dietro l’attaccatura dei capelli o sotto la peluria del sopraciglio.

Le ricostruzioni dell’osso vengono effettuate con l’ausilio di microprotesi in titanio o, quando l’osso proprio del paziente non è utilizzabile, con sostituti ossei sintetici. La stabilità di queste ricostruzioni a lunga distanza è ottima.

Esempio di ricostruzione cranio facciale eseguita da un equipe di Neurochirurghi e chirurgi Maxillo Facciale.

Incidente domestico.

Foto preoperatorie

Frattura parete anteriore dell’osso frontale e dell’osso nasale e del pavimento dell’orbita.

Se non trattato:

  • danno estetico permanente
  • rischio di osteomielite (infezione dell’osso con necessità di rimozione dello stesso)
  • rischio di mucocele (fuoriuscita della mucosa del seno frontale)

Confronto pre e postoperatorio (3 mesi) immagini TC cranio facciale

Preoperatorie    Postoperatorie

Fotografie paziente

Preoperatorie Postoperatorie


Conclusioni

Il trattamento del fratture cranio facciali deve essere effettuato in strutture altamente specializzate dove esiste una collaborazione tra il Neurochirurgo ed il chirurgo Maxillo Facciale.
Il trattamento deve essere rivolto alla prevenzione delle gravi complicanze a distanza di questo tipo di fratture.

E’ sempre possibile una ricostruzione soddiftacente delle strutture ossee interessate con un completo recupero estetico.

Referenze:
presso la XXV Neurochirurgia dell'Ospedale Antonio Cardarelli di Napoli, struttura dove lavora l'autore e diretta dal Prof. Antonio Ambrosio, vengono eseguiti ogni anno circa 70 interventi sul basicranio anteriore.

Per informazioni dott. Giuseppe Ambrosio