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Neurochirurgia2000, ottobre 2000, utenti n. 6

Ernia del disco cervicale, cervicobrachialgia e colpo di frusta.
(Clicca qui per l'articolo sull'ozonoterapia per il trattamento delle discopatie e del dolore vertebrale)

di Giuseppe Ambrosio e Donato Baccelliere

Cenni anatomici.
La colonna cervicale è formata da sette vertebre. La prima vertebra (C1) denominata atlante, si articola superiormente con il cranio attraverso le articolazioni atlo-occipitali, e permette i movimenti di flesso-estensione del capo. Inferiormente l’atlante si articola con la seconda vertebra cervicale, l’epistrofeo  permettendo i movimenti di rotazione del capo. Le restanti vertebre presentano una struttura similare composta da un corpo vertebrale ed una arco posteriore. Tali vertebre consentono i movimenti di flessione del collo e di lateralità.
I corpi vertebrali sono separati dai dischi intervertebrali che  sono costituiti da una parte centrale gelatinosa, il nucleo polposo, ed una parte periferica fibrocartilaginea, anulus fibrosus  (vedi lombalgia).  L’elasticità del disco rende possibile la compressione verticale e periferica della colonna facilitando l’assorbimento degli urti e la distribuzione del peso corporeo.

Movimenti normali della colonna cervicale

Clinica delle cervicopatie.
Il dolore cervicale può dipendere da varie patologie  e può essere espressione di una malattia generale o locale. Le più frequenti patologie responsabili di dolore al collo sono rappresentate da

  • Spasmo muscolare

  • Spondilosi cervicale

  • Sindromi da compressione

  • Spondilite anchilosante ecc…   

Lo spasmo muscolare può essere dovuto ad una scorretta postura od a bruschi movimenti del capo, spasmi muscolari possono essere provocati da ansia, depressione. Lo strappo muscolare cervicale, definito come lesione dei legamenti e delle membrane sinoviali, è spesso causato da un trauma, ad esempio un incidente automobilistico che provochi iperestensione o iperflessione acuta del collo (lesione da colpo di frusta). Lesioni lievi hanno durata di qualche settimana, tuttavia uno strappo più grave associato a lesione dei legamenti può provocare dolori prolungati nel tempo con difficoltà dei movimenti del collo.  

Dolore cervicale 

La spondilosi cervicale o osteoartrosi cervicale è rappresentato da degenerazione dei dischi intervertebrali ed alle alterazione dei corpi vertebrali adiacenti. In genere il dolore è localizzato al collo o posteriormente al capo, ma se è interessata la radice nervosa il dolore può essere presente alla spalla o al braccio. L’invecchiamento e la degenerazione danno luogo a disidratazione del nucleo polposo ed a deformazione dei dischi interevertebralili, il disco perde la sua elasticità ed in caso di sollecitazioni ripetute è più esposto ad erniare  ed a comprimere le strutture nervose adiacenti.  
Al livello della colonna cervicale possono essere presenti due sindromi da compressione:

  • compressione delle radici nervose

  • compressione del midollo spinale

La compressione di una radice nervosa cervicale può essere dovuta a formazione di osteofiti (escrescenze osse dovute ad artrosi cervicale) oppure ad ernia discale laterale oppure ad entrambe queste cause. Il primo sintomo è rappresentato dal dolore. Nella maggior parte dei casi il dolore inizia al collo, successivamente può irradiarsi alla spalla o al braccio (cervicobrachialgia). Al dolore fanno seguito in un secondo tempo disturbi della sensibilità sotto forma di parestesie (alterazione della sensibilità), ipoesetesie (riduzione della sensibilità), rara è l’anestesia. Perdurando la compressione radicolare si instaurano disturbi motori associati ad ipotrofia ed ipostenia fino alla paresi dei muscoli innervati dalla radice interessata.

Cervicobrachialgia

La compressione midollare può essere dovuta alle stesse cause precedentemente descritte ma con localizzazione più centrale. Un canale midollare più ampio congenitamente, può compensare in parte a tale patologia, un canale stretto sarà sicuramente più sofferente. La compressione midollare oltre ad interessare gli arti superiori come precedentemente descritto,  può riflettersi anche agli arti inferiori con paresi (riduzione della forza) spastica, modesta è la sintomatologia sensitiva. Raramente si ha un interessamento degli sfinteri.


Diagnosi
La diagnosi della patologia cervicale si avvale di numerose metodiche quali la radiografia cervicale, la TC e la Risonanza magnetica nucleare, lo studio elettromiografico. Il tipo di indagine richiesto è chiaramente  conseguente al sospetto diagnostico. E’ chiaro quindi che il primo passo fondamentale nella diagnosi è rappresentato da un attento e scrupoloso esame anamnestico e neurologico che può suggerire, per la conferma del sospetto diagnostico, un esame piuttosto che un altro. Talvolta è necessario eseguire più di un’esame per raggiungere la diagnosi corretta. Ad esempio nel caso di una donna anziana con algie cervicale senza compromissione neurologica un esame radiologico (RX standard) può rilevare la presenza di artrosi cervicale che giustificherebbe la sintomatologia della paziente. Quando si sospetta la presenza di interessamento delle  strutture nervose, alla radiografia deve seguire necessariamente una risonanza magnetica nucleare che rappresenta l’indagine principale per lo studio del sistema nervoso.

Terapia
La terapia della patologia cervicale dipende dalla sua etiologia. Uno spasmo cervicale può essere risolto con terapia medica e collare cervicale in poco tempo. Nel caso di ernia cervicale la terapia va dal riposo a letto e trazione, alla prescrizione di un collare cervicale per limitare i movimenti del collo.Nel caso di dolore persistente si può ricorrere all'ozonoterapia utilissima nel trattamento di questo tipo di disturbi (clicca qui per il link all'articolo sull'ozonoterapia). L’intervento chirurgico è riservato ai pazienti che presentano compromissione neurologica.

L’intervento di asportazione di un’ernia discale cervicale viene eseguito con approccio anteriore al collo. La ferita chirurgica è di pochi centimetri, attraverso due vertebre si raggiunge  la regione anteriore al midollo con l’asportazione dell’ernia.l'intervento viene eseguito con tecnica microchirurgica. Una degenza ospedaliera post-operatoria di circa 3 giorni segue l’intervento nei casi ordinari.


Colpo di frusta

Il colpo di frusta, conseguenza in un gran numero di casi di incidenti automobilistici, è determinato da improvvisi movimenti in iperestenzione o in iperfelessione del rachide cervicale.  Come conseguenza vi è una limitazione dei movimenti cervicali associata a dolore. Lo spasmo muscolare è in genere evidente nei gruppi muscolari interessati.

Colpo di frusta

Il quadro clinico può essere lieve (stiramento dei legamenti) o grave (rottura dei legamenti) con associata grave instabilità vertebrale.
Alla radiografia di controllo può essere presente una perdita della fisiologica lordosi cervicale.
La terapia, quando non vi sono gravi compromissioni della statica vertebrale che necessitano di un intervento chirurgico, consiste nel riposo e nel portare, durante la stazione eretta, un collare cervicale per un periodo di tempo che va da 1 a 3 mesi. Nel caso di dolore persistente si può ricorrere all'ozonoterapia utilissima nel trattamento di questo tipo di disturbi (clicca qui per il link all'articolo sull'ozonoterapia).

Rachide cervicale

Per ulteriori informazioni sull'intervento con tecnica microchirurgica: Giuseppe Ambrosio