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Neurochirurgia2000, settembre 2002, utenti n. 12
L’ozonoterapia nel dolore di schiena
di
Giuseppe Ambrosio
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Il dolore alla schiena, cervicale, dorsale o lombare,
conseguente alla patologia degenerativa della colonna vertebrale,
è una delle cause più frequenti di astensione dal lavoro con un
impatto notevole sulla spesa sanitaria nazionale. Circa l’80- 90% degli
adulti presenta almeno un episodio di lombalgia (dolore alla parte bassa
della schiena) durante la vita. La fascia d’età più colpita è tra i
30 è i 50 anni. Negli ultimi anni sono stati chiariti i meccanismi
fisiopatologici alla base del dolore vertebrale. Con lavori scientifici in
vivo ed in vitro sono state evidenziate le principali strutture anatomiche
responsabili del dolore vertebrale. Inoltre la conoscenza della
biomeccanica della colonna vertebrale ha permesso di chiarire i principali
meccanismi alla base dello sviluppo di alterazioni statiche della stessa.
Nell’immagine che segue possono essere evidenziate le principali
strutture anatomiche della colonna vertebrale; contrassegnate
dall’asterisco sono quelle formazioni anatomiche che presentato
terminazioni sensitive e che sono implicate nell’insorgenza del
dolore.
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L'asterisco (*) contrassegna le strutture sensibili al dolore
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Il dolore vertebrale è in genere conseguenza di
fenomeni degenerativi a carico delle vertebre e dei dischi
intervertebrali. Tali fenomeni vanno dalla spondilosi all’artrosi ed
all’ernia del disco. La colonna vertebrale può essere colpita da tali
fenomeni in uno o più distretti (cervicale, dorsale , lombare).
Il trattamento di questo tipo di patologia è nella maggior parte
dei casi conservativo mentre in un numero limitato di pazienti è
necessario ricorrere ad una soluzione chirurgica. La terapia conservativa
prevede numerose opzioni: terapia medica antinfiammatoria, infiltrazioni
locali, manipolazioni della colonna vertebrale, fisiokinesiterapia.
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L’ozono
I meccanismi d’azione dell’ozono (O3) sono diversi a seconda delle
modalità con le quali viene utilizzato. Il principale utilizzo
dell’ozono per il trattamento del dolore vertebrale consiste
nell’introduzione dello stesso per via intramuscolare mediante una
siringa nella zona del dolore. L’ozono medicale si utilizza per le sue
proprietà antisettiche e per l’ossigenazione che provoca nei tessuti
periferici; nel trattamento del dolore vertebrale alle sue azioni
classiche sopra citate viene aggiunto il suo elevato potere
antinfiammatorio decongestionante ed analgesico. L’azione dell’ozono
è dovuta al suo potere ossidante che quando agisce sui doppi legami del
carbonio negli acidi grassi insaturi provoca la formazione di perossidi.
Nel trattamento del dolore vertebrale questo provoca 2 importanti azioni:
miglioramento dell’ossigenazione e della circolazione locale; azione
antinfiammatoria ed analgesica locale. Nel caso dell’introduzione
dell’ozono sotto controllo radiografico o TC per il trattamento del
conflitto radicolare (sciatalgia, dolore al braccio) il meccanismo
d’azione proposto è diverso; si pensa infatti che l’azione
dell’ozono in questi casi sia determinata dal suo potere ossidante;
infatti una volta introdotto nel disco intervertebrale permette la
liberazione d’acqua dai mucopolisaccaridi presenti nello stesso; la
riduzione della concentrazione d’acqua determina quindi una diminuzione
della pressione intradiscale ed una conseguente riduzione della
compressione del disco sulla radice nervosa.
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Ricapitolando l’ozono può essere utilizzato per il
trattamento del dolore vertebrale con 2 principali metodiche:
Il tipo di trattamento deve essere scelto dopo una
visita del paziente ed una accurata valutazione degli esami radiologici
dallo stesso praticati. Il trattamento con l’ozono su pazienti
selezionati presenta una alta percentuale di successo (dal 75% al 90% in
casistiche differenti). Inoltre poiché molti pazienti presentano un
risultato negativo all’intervento chirurgico (soprattutto quando non
vengano rispettate le principali indicazioni per procedere allo stesso,
sciatalgia paralizzante, ernia del disco espulsa) e visto che il 90% delle
lombalgie-sciatalgie regrediscono con terapie conservative entro i 4 mesi,
la terapia con l’ozono può essere considerata come una alternativa di
trattamento. Questo concetto risulta ancora più valido se si tiene conto
che è una metodica di facile attuazione, senza complicazioni e a basso
costo.
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Il trattamento intramuscolare
Il paziente viene posto su di un lettino in posizione prona. Attraverso la
palpazione ed avendo presenti i riferimenti anatomici si identifica il
punto in va introdotto l'ozono. Con un ago sottile si procede alla
infiltrazione locale intramuscolare con la quantità prestabilita di gas.
La concentrazione dell'ozono nel gas introdotto deve essere rilevata dal
fotometro presente sull'apparecchio (solo apparecchi di ultima
generazione). Dopo il trattamento è consigliabile lasciare il paziente
sul lettino per 10-15 minuti. Il trattamento intramuscolare comprende 6-10
applicazioni.
Il trattamento radiograficamente guidato
Il paziente viene posto su di un lettino radiotrasparente il posizione
prona. Viene introdotto un ago sottile nella zona di trattamento e con
l'ausilio del controllo radiografico si raggiunge la zona in cui si
intende procedere all'infiltrazione (disco intervertebrale, capsula
articolare ecc.). Si introduce il gas nella quantità ed alla
concentrazione richiesta. Dopo il trattamento è consigliabile lasciare il
paziente sul lettino per 10-15 minuti. Il trattamento guidato
radiograficamente varia da 1 a 3 applicazioni.
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