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Neurochirurgia2000, luglio 2000, utenti n.1

Ernia discale lombare (lombalgia e lombosciatalgia).
(Clicca qui per l'articolo sull'ozonoterapia per il trattamento delle discopatie e del dolore vertebrale)

Articolo con video 1,112 MB    (Video MPEG4, scaricare codec cliccando qui)
Intervento in foto

video AVI 1,112MB

Giuseppe Ambrosio e Donato Baccelliere

Il dolore in regione lombosacrale (lombalgia) ed irradiato agli arti inferiori (lombosciatalgia) rappresenta una patologia piuttosto frequente che consegue a vari fattori quali:

  • scoliosi lombare

  • fatti traumatici  della colonna.

  • artrosi degenerativa.

  • ernie discali

Il dolore lombare (rachialgia) è il sintomo più frequente, aumentato dalla stazione eretta prolungata, dal sollevamento di pesi, dai movimenti in flessione ed estensione del tronco. La sintomatologia può essere episodica con lunghi periodi di remissione, a volte di anni e può comparire gradualmente o improvvisamente in seguito ad uno sforzo o ad un brusco movimento.

sforzo
Il dolore generalmente è prevalentemente diurno,  con remissione nel riposo a letto. Successivamente può comparire l’interessamento radicolare (del nervo lombare) con irradiazione del dolore all’arto corrispondente.

lombalgia

In sintesi la sintomatologia che determina un’ernia discale può essere suddivisa in sintomi lombari e sintomi radicolari.
I sintomi lombari
(rachidei), dolore lombare con rigidità della colonna, sono dovuti alla stimolazione dolorosa dell’anello fibroso e del legamento longitudinale da parte del disco che protrude nello speco vertebrale. I sintomi radicolari (cruralgia e sciatalgia) sono invece sostenute dall’irritazione vera e propria della radice nervosa.
sciatalgia Sia nella lombalgia che nella sciatalgia il dolore aumenta sotto sforzo, con la tosse, con gli starnuti  e si attenua con il riposo al letto.
starnuto

Nei casi avanzati, quando si passa dall’irritazione della radice nervosa alla compressione, si possono avere alterazioni della sensibilità ( parestesie), poi riduzione della sensibilità ( ipoestesie) fino a raggiungere in qualche caso, la perdita completa della sensibilità nel territorio della radice nervosa interessata (anestesia). Contemporaneamente compaiono disturbi dei movimenti dell’arto inferiore che nei casi più gravi possono sfociare in paralisi motorie dei segmenti muscolari interessati.

Eziopatogenesi:
Il disco intervertebrale rappresenta una sorta di ammortizzatore tra le vertebre che ne consente i movimenti di flesso-estensione e di lateralità. E’ costituito schematicamente da un anello fibroso periferico e da un nucleo polposo centrale che è costituito  per circa il 90% di acqua. Il nucleo polposo ha quindi la funzione di distribuire a tutto il disco le forze che lo sollecitano. La rottura dell’anello fibroso periferico, associata alla disidratazione fisiologica del nucleo polposo ed a fatti meccanici che agiscono sullo stesso, determinano la fuoriuscita del nucleo polposo che può causare  dolore lombare, sciatalgia (dolore all’arto inferiore) o cruralgia (dolore all’inguine ed anteriormente  alla coscia) a secondo del livello lombare interessato.

protrusione del discoernia del disco

Diagnosi:
La diagnosi di ernia discale viene eseguita innanzitutto da un approfondito esame anamnestico e neurologico successivamente le indagini neurodiagnostiche, rappresentate dalla TAC (Tomografia Assiale Computerizzata)

TC ernia intraforaminaleTC ernia intraforaminale

e dalla RMN (Risonanaza Magnetica Cerebrale).

RMN ernia L5-S1RMN ernia L5-S1

In genere il paziente dopo i primi sintomi si reca dal proprio medico di base il quale dopo aver sottoposto il paziente ad esame neurologico può avviare le indagini diagnostiche del caso o suggerire una consulenza specialistica.

Terapia medica e chirurgica
Il primo trattamento è farmacologico, e spesso è eseguito ancor prima di aver raggiunto una diagnosi con TC o RMN. Di largo impiego sono i Fans (farmaci antinfiammatori non steroidei), cioè i comuni antinfiammatori associati a miorilassanti.

La terapia dell’ernia discale si avvale inoltre della fisiokinesiterapia, del trattamento con ionoforesi, delle correnti diadinamiche, della massoterapia, della terapia con ozono, della nucleoaspirazione e della chemionucleolisi. Molto utile risulta l'ozonoterapia per il trattamento delle discopatie vertebrali e del dolore vertebrale (clicca qui per il link all'articolo sull'ozonoterapia).

Il trattamento MICROCHIRURGICO dell’ernia discale
(intervento in foto)
Quando vi sono le indicazioni, tale trattamento, risolve in maniera radicale il problema. Oggi tale intervento è eseguito con strumentazioni chirurgiche sempre più evolute. L’intervento è eseguito con l’ausilio del microscopio operatorio nel massimo rispetto delle strutture nervose (video intervento asportazione ernia lombare, 1.112 MB) (Video MPEG4, scaricare codec cliccando qui).

Il decorso post-operatorio ospedaliero è di circa tre  giorni, ed il paziente può essere dimesso con il consiglio di eseguire medicazioni ambulatoriali della ferita chirurgica.

Nei casi ordinari il paziente può tornare a svolgere una normale attività lavorativa nell'arco di un mese o prima a secondo del tipo di lavoro che svolge.

Qualora in paziente non voglia o non possa sottoporsi ad intervento chirurgico vi sono alcune abitudini di vita che è bene tenga presente: riduzione peso corporeo (obesi o persone in eccesso di peso), attività sportive a colonna vertebrale scarica (nuoto, trazioni alla sbarra), evitare sforzi a colonna vertebrale carica ed evitare movimenti bruschi.

Per ulteriori informazioni sull'intervento con tecnica microchirurgica: Giuseppe Ambrosio